List of products by brand Pietre di Luna

Il progetto “Pietre di Luna” nasce dall’idea che il Catarratto, il vitigno più diffuso in Sicilia, se posto in determinati areali, con specifiche condizioni pedo-climatiche e se coltivato in un certo modo, riesce a dare grandissimi vini, vini con caratteristiche distintive, riconoscibili e con un ottima propensione all’invecchiamento. In poche parole, un progetto nato dalla convinzione che il Catarratto è un vitigno che può dare grandi vini di terroir. Il progetto è portato avanti da Calogero Statella,originario Etneo, direttore di Tenute delle Terre Nere,nonchè consulente affermato,e legato a questa zona anche dal suo progetto familiare “Famiglia Statella”; e da due giovani colleghi enologi, originari della Sicilia Occidentale, patria del Catarratto; uno l’assistente di Statella in Terre Nere, Claudio Di Prima e l’altro, Vincenzo Manuel Marino, enologo interno dell’azienda Graci. Già da un paio d’anni si parlava di questo progetto come di una cosa troppo bella per non farla. La prima cosa da fare era trovare la vigna giusta, la vigna dove si potesse fare un grande vino. Dopo aver girato e visitato tanti vigneti,la vigna è stata individuata: un vigneto di Catarratto di 20 anni in biologico, esposto a nord, a 450 metri di altitudine, su suolo argilloso-calcareo-gessoso, sulla collina di Calatafimi (TP) in località Pianto Romano, posto noto per essere stato teatro della famosa Battaglia di Calatafimi, dove i Garibaldini inflissero una dura sconfitta all’esercito borbonico, determinante per la vittoria finale e la liberazione della Sicilia. La Battaglia è ricordata da un monumento poco distante dal vigneto che si chiama “Ossario di Pianto Romano”, dove sono conservate le ossa dei soldati garibaldini caduti in battaglia. Il nome dell’azienda, PIETRE DI LUNA, prende spunto dalla natura del terreno. Questo, infatti,nasce su una cava di gesso, ed è ricco in selenite, una particolare varieta’ di gesso cristallino. Questa pietra in antichità veniva chiamata pietra di luna perché capace,si diceva,di farsi oltrepassare dai raggi lunari. Sullo sfondo dell’etichetta, viene riportata la formula chimica del gesso,per richiamare appunto le caratteristiche del tereno.

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