Roberta Urso (Le Donne del Vino Sicilia): qualche anticipazione sul futuro e il segreto di un’associazione che fa da esempio

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di Francesca Landonlina

Roberta Urso (Le Donne del Vino Sicilia): qualche anticipazione sul futuro e il segreto di un’associazione che fa da esempio

Superata la quota cento, la delegazione siciliana dell’associazione Le Donne del Vino, guidata da Roberta Urso, PR di Cantine Settesoli, è una manifestazione della capacità delle donne di fare squadra e di saper connettere idee, territori, modi di comunicare e di fare. Con un’intraprendenza inarrestabile, la compagine siciliana, formata da produttrici, manager aziendali, sommelier, giornaliste e altre figure professionali, è diventata un bell’esempio nel mondo del vino, e non solo, e ha portato avanti progetti di grande rilevanza sul campo della promozione vinicola, della formazione professionale, dell’organizzazione di eventi e della lotta contro ogni violenza di genere. Il motto dell’associazione, non a caso, è “non ci dite che non si può fare”. E davanti ad ogni fatto, lieto o doloroso, la grande capacità delle oltre cento donne ormai è stata quella di continuare ad andare avanti con una determinazione sempre più solida e positiva. Abbiamo intervistato la delegata regionale, Roberta Urso, che ci ha anche svelato qualche novità:

Partiamo subito dai prossimi eventi: a quali parteciperà l’associazione?

Oggi in Sicilia siamo una grande delegazione dell’associazione Le Donne del Vino, nata nell’88 al Vinitaly dalla volontà di poche produttrici. Con orgoglio, in Sicilia abbiamo superato la quota cento. Ed oggi rappresentiamo un universo ampio e variegato, al femminile, di diverse figure professionali a vario titolo impegnate nel mondo del vino. Tante sono le produttrici, le manager, le sommelier, le giornaliste. Abbiamo tra noi anche la prima ristoratrice. La stagione 2024 è partita alla grande. Di recente siamo state all’evento Sicilia in Bolle, dove sono state protagoniste proprio le bollicine di donne dell’associazione, siciliane e pugliesi. Poi all’evento Grappoli, a Belpasso (CT), contenitore culturale che nasce nel 2022 con lo scopo di raccontare l’Etna del vino ed il suo territorio, in un’ottica di coerenza e continuità tra tutti i versanti. Protagoniste anche al 29esimo Enosimposio di Assoenologi al “Mangia’s Resort” di Finale di Pollina, dove a rappresentarci c’è stata la nostra Flora Mondello, raccontando della nostra delegazione con particolare enfasi sul “progetto D-vino” rivolto alla formazione dei ragazzi degli Istituti Alberghieri. Ed infine siamo state al Terre Sicane Wine Fest, presso le Cantine de Gregorio, con un focus sul tema della sostenibilità e dei cambiamenti climatici e su alcune realtà produttive del territorio, rappresentate da nostre socie. Ogni evento, per noi, è un’occasione per raccontare i nostri vini e i nostri territori. Finito luglio faremo una breve pausa, ma siamo già pronte ad un grande evento.

Possiamo già “spoilerare” qualcosa?

Qualcosa sì. Tra la seconda metà di ottobre e la prima di novembre, faremo un evento regionale, su Palermo, per presentarci in squadra, con un’ampia proposta di vini selezionati dalle produttrici, da far degustare al pubblico, in un luogo della cultura. La Sicilia è ufficialmente ‘Regione europea della gastronomia 2025’ e noi faremo la nostra parte. Nel corso dell’evento apriremo i banchi di assaggi e ci saranno le quattro associazioni di sommellerie alla gestione delle masterclass, condotte dalle nostre giornaliste, su tematiche legate all’attualità e al futuro del vino. Ma non mancheranno i momenti ludici. Abbiamo scoperto di avere tra noi una dj. Creeremo anche un temporary store con un’enoteca e metteremo in vendita alcuni vini con lo scopo di devolvere gran parte dei profitti all’associazione Marisa Leo.

L’evento ha già un nome?

Pensiamo a DDV DAY.

Torni di recente dalla convention nazionale dell’associazione che si è tenuta nel marchigiano…

Sì, si è conclusa di recente. La prima convention nazionale è stata a Matera nel 2018; a seguire quelle in Sicilia, Campania, Piemonte e, infine, le Marche. Quest’ultimo è stato un viaggio dell’anima perché la delegazione marchigiana è davvero piccola ma ha tirato fuori molta forza e una grande capacità nel comunicare l’unicità del proprio territorio, facendoci conoscere, ed apprezzare, realtà di nicchia, piccole Doc, spesso sconosciute al grande pubblico, come quelle del Bianchello del Metauro o della Lacrima di Morro d’Alba. Accanto alle attività nazionali, poi ci sono quelle di internalizzazione, pure importanti. Tutto ciò che mettiamo in campo, insieme, nasce da un progetto che poi viene declinato in varie forme, non è mai spot.

Di quali temi si è parlato nel corso del convegno centrale?

Si è parlato tanto del tema dell’investimento delle cantine in spazi museali per dare valore e sostegno all’enoturismo. E per quanto riguarda il progetto D-Vino possiamo già affermare che andrà ancora avanti per un anno con la nostra associazione, quindi, torneremo sui banchi di scuola per dare ai ragazzi nuove opportunità.

Qual è il segreto del buon funzionamento dell’associazione?

Il segreto è la longevità. Il fatto che si faccia un lavoro di squadra e di crescita. Di solito, si dice che tra donne si compete, invece si può anche condividere e crescere. Il mio grande orgoglio è il fatto che la delegazione Sicilia è presa come esempio in tutta la nazione.

Quali sono i progetti che desideri ancora realizzare?

Sono tanti i progetti che si possono portare avanti. Intanto, vorrei vedere il vino diventare materia scolastica, e vedere un docente della materia vino negli Istituti Alberghieri italiani; giovani formati senza per forza aver fatto master o lunghi percorsi all’università; infine, vedere una delegazione sempre più unita e lasciarla forte e in buone mani.

Sei al tuo secondo mandato. Che caratteristiche dovrà avere la tua succeditrice?

Chi mi succederà dovrà avere empatia; capacità e volontà di condivisione; dovrà poter sposare più progetti e dialogare con tutti; avere sempre la capacità di accogliere, di aprirsi e di parlarsi tanto, non via mail ma di persona o al telefono. Oltre alla competenza, ma questo è un dato scontato, perché se fai già parte dell’associazione le competenze le hai.

E il tuo futuro nell’associazione?

Ora sono pronta al salto sul nazionale.

E per quel che riguarda il vino siciliano, quali consigli dare a chi fa parte del mondo del vino per il futuro?

Bisognerà tenere conto dell’esigenza del consumatore. E non pensare mai che il proprio vino sia il migliore; guardare ai trend giovanili, all’aspetto del cambiamento climatico che porterà alla beva di vini con caratteristiche diverse da quelle del passato, dando spazio ai bianchi e premiando la freschezza. Occorrerà anticipare i trend: ci aiuterà a stare sul mercato, non sopravvivendo, ma mantenendo una posizione di rilievo. Bisognerà ancora investire tanto sull’enoturismo, diversificare le offerte in base al target e lavorare con le amministrazioni locali per superare molti gap, spesso strutturali. Ancora oggi le aziende non sono facilmente raggiungibili. Per il resto, se lavori rispettando territorio e persone e se immagini attività per rendere piacevole il tutto al pubblico dei consumatori, allora farai centro.

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